Il 19 luglio del 2026 alle 15.30 scenderemo nelle strade di Genova, ma non sarà soltanto un corteo.
Vogliamo che quella data non rappresenti solo il ricordo degli eventi accaduti 25 anni fa: Carlo e tutte e tutti coloro che subirono le violenze della repressione meritino di più.
Hanno provato in tutti i modi a screditare e criminalizzare chi nel Luglio 2001 scese nelle piazze per rivendicare un nuovo mondo necessario, diverso da quello che allora si stava delineando e che oggi ci sta portando ad una nuova guerra mondiale.
Anno dopo anno abbiamo visto realizzarsi l’agenda politica che era stata decisa dai “Grandi” capitali e dai loro eserciti.
La finanza come strumento di coercizione e destabilizzazione.
La guerra come strumento per riaffermare il comando e il controllo.
La rapina di risorse a danno dei popoli del Sud Globale, costretti spesso ad abbandonare la propria terra per poi esser sfruttati sui mercati del centro capitalista.
Infine lo strumento repressivo, la chiusura di spazi politici e sindacali per eliminare le conquiste di lavoratori e lavoratrici e massimizzare rendite e profitti.
Anche se in 25 anni molte cose sono successe, non è cambiato il copione attraverso il quale continuano ad attaccarci per delegittimarci agli occhi dell’opinione pubblica: la distinzione tra buoni e cattivi attraverso cui spaccarono anche quel movimento 25 anni fa.
Trovare uno slogan che racchiudesse tutti questi aspetti non era facile ma di una cosa abbiamo sempre avuto certezza: gridare a gran voce che noi vogliamo rivendicarci tutto.
“There is no alternative”: con questa narrazione hanno provato a convincerci che non potevamo reagire, che avremmo dovuto accettare la loro visione di futuro.
Una narrazione mistificata e falsa con cui hanno legittimato la continua barbarie di un modello sociale e produttivo in grado di reggersi solo attraverso stragi, deportazioni e guerra.
Crediamo che sia giunto il momento di scrivere la Storia con la forza delle nostre idee e delle nostre azioni.
Il filo rosso che vogliamo tenere teso arriva dalla lotta contro il nazifascismo, attraversa le conquiste degli anni ’70 e ’80 e passa dal quel luglio del 2001. Questa è la Storia che vogliamo raccogliere e porgere alle nuove generazioni: questo è il filo che la tiene insieme, la chiarisce e la specifica.
Noi siamo e saremo sempre la classe popolare: coloro che parteggiano, che sanno da che parte stare, che mai si piegheranno alla convenienza personale in cambio di una pace sociale ingiusta e diseguale e che daranno sempre tutto per cambiare l’esistente senza mai fare un passo indietro.
Vogliamo costruire la Resistenza in grado di respingere l’ondata nera che lentamente sta invadendo le nostre città e la politica, per togliere spazio e respiro alle squadracce della cosiddetta “remigrazione”.
Quella Resistenza che sia in grado di respingere le logiche di un’economia di guerra che si nutre di genocidi e di strategie che fomentano paure, incertezze e spaccature insanabili nella nostra società.
Per questi motivi desideriamo che il significato del 19 luglio 2026 vada oltre alla semplice ricorrenza. Per noi sarà l’invito ad aderire ad un nuovo percorso di lotta che non ci veda più solo come antagonisti ad un sistema ingiusto e sbagliato ma come protagonisti della costruzione del futuro al quale ambiamo.
IN OGNI CASO NESSUN RIMORSO.
19 luglio ore 15.30
Piazza Carlo Giuliani (p.zza Alimonda)
