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SUMMARY:Guerra e fronte internazionale
DESCRIPTION:ASSEMBLEA NAZIONALE 24 e 25 ottobre al CPA Firenze Sud\nIN OGNI
  CASO NESSUN RIMORSO\nSabato 24 ottobre ore 14.30-17.00\nTavolo GUERRA E F
 RONTE INTERNAZIONALE\nDall’inizio del XXI secolo il movimento contro la 
 guerra\, a fasi alterne\, si è manifestato nelle piazze raccogliendo un f
 ronte quanto mai eterogeneo.\nGià durante l’aggressione NATO alla Jugos
 lavia si potevano osservare alcuni segnali della tendenza che poi si sareb
 be affermata negli anni successivi.\nL’eterogeneità del movimento e la 
 sua natura sempre più interclassista\, hanno condotto ad un progressivo a
 bbandono delle categorie utili a comprendere le ragioni strutturali della 
 guerra. Il dibattito si è orientato su questioni morali e culturali\, enf
 atizzando gli effetti invece di approfondire le cause.\nAllo stesso modo a
 bbiamo assistito ad uno scivolamento su un’altra questione di grande ril
 evanza: la dialettica tra la guerra e le condizioni di vita delle classi s
 ubalterne.\nQuel movimento contro la guerra si reggeva sull’evidente dis
 equilibrio delle forze in campo\, per cui i bombardamenti degli eserciti U
 SA e alleati aprivano la strada a invasioni di terra che ben presto si sar
 ebbero tradotte in un lungo scontro di logoramento\, non contro eserciti r
 egolari\, ma contro la guerriglia\, che la propaganda occidentale traducev
 a in “terrorismo”.\nIl “no alla guerra” si è così trasposto sul 
 terreno dello slancio umanitario e di solidarietà verso i civili. Importa
 nte ma di per sé assolutamente insufficiente.\n\nQuesto schema si è rott
 o nel momento in cui le forze USA e occidentali hanno visto contrapporsi a
 lla loro avanzata forze con eserciti regolari di pari\, se non superiore\,
  grado tecnologico e militare.\nQuesta “nuova” condizione ha mostrato 
 tutti i limiti del fragile equilibrio che teneva insieme le piazze del “
 no alla guerra”.\nNe consegue che un movimento simile stenta a prendere 
 corpo perché sono venuti meno i presupposti intorno ai quali il movimento
  contro la guerra si era aggregato: le condizioni oggettive su cui si eran
 o date quelle soggettive.\nAbbiamo così assistito a una frantumazione di 
 quel fronte\, con posizioni che vanno da chi ha conservato come paradigma 
 principale quello umanitario\, fino a chi ha fatto una scelta di campo su 
 presupposti strettamente geopolitici o schemi idealistici: ancora una volt
 a\, a restare ai margini del dibattito\, pare essere proprio la condizione
  di Classe.\n\nNe abbiamo avuto una riprova nella mobilitazione globale ri
 spetto alla Palestina: una partecipazione di massa connotata dal riconosci
 mento della brutalità dell’esercito sionista a Gaza – non a caso la d
 efinizione di genocidio è stata imposta dal movimento popolare – combin
 ata però con la difficoltà di molti settori nel riconoscere il ruolo del
 la Resistenza Palestinese\, fino addirittura ad una sorta di equidistanza 
 tra le Israel Defense Forces e Ḥamās. Ancora una volta\, la debolezza e
  la frammentazione politica di quel movimento\, che hanno limitato l’eme
 rgere delle posizioni più avanzate\, si sono manifestate in occasione del
 l’attacco all’Iran\, che ha rotto la bussola e ridato fiato addirittur
 a alle forze sioniste fautrici della propaganda che da anni imperversa con
 tro Teheran.\nAnche questo ha prodotto il rapido riflusso di quel moviment
 o che\, se all’inizio di ottobre 2025 sembrava inarrestabile\, pochi mes
 i dopo non è riuscito a riproporsi nemmeno davanti ai bombardamenti della
  scuola per bambine in Iran.\nSe noi leggiamo queste tendenze ma al contem
 po rimaniamo prigionieri delle contingenze\, se ci accontentiamo di pensar
 e solo alla quantità e non anche alla qualità\, se lasciamo che sia il s
 istema della guerra a definire le categorie che poi si esprimono sul piano
  di massa\, ecco che allora galleggeremo sempre un passo indietro facendoc
 i dettare l’agenda dalla controparte.\nQuindi ben vengano i momenti di m
 assa ma facendoci trovare pronti con idee\, argomentazioni\, analisi e pra
 tiche che sappiano rispondere al riflusso – elemento fisiologico – con
  il sedimentare di forze fresche e successive forme politiche più mature.
 \n\nA partire da questo ragionamento\, poniamo le domande sulle cui rispos
 te ci confronteremo nel tavolo su “Guerra e fronte internazionale” sab
 ato 24 ottobre 2026 alle ore 14.30 al CPA Firenze Sud.\n\n 	Quale è il mo
 tore della guerra?\n 	Tutte le forze in campo hanno lo stesso interesse e 
 propensione alla guerra?\n 	Come si definisce l’imperialismo?\n 	Siamo d
 avanti ad una guerra inter-imperialista tra due blocchi omogenei?\n 	Esist
 e un fronte di forze antimperialiste?\n 	Quanto incide la conoscenza delle
  dottrine militari\, nonché della scienza e dell’arte della guerra nell
 a lettura dello scontro in atto?\n 	Come sono posizionate le forze di Clas
 se sul fronte esterno?\n 	Le forze di Classe sul fronte interno invece com
 e devono posizionarsi?\n
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