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SUMMARY:Antifascismo
DESCRIPTION:ASSEMBLEA NAZIONALE 24 e 25 ottobre al CPA Firenze Sud\nIN OGNI
  CASO NESSUN RIMORSO\nSabato 24 ottobre ore 14.30-17.00\nTavolo ANTIFASCIS
 MO\nChe cos’è il fascismo? È come un fucile sotto la scrivania dei pad
 roni\, pronto all’uso quando gli strumenti della democrazia borghese ven
 gono meno. Quando nasce? Storicamente durante il biennio rosso\, per basto
 nare gli scioperi operai che inondavano il paese\, ma forse è più approp
 riato dire che la borghesia cova da sempre il germe del fascismo\, in qual
 unque fase\, come un virus dormiente pronto all’uso. Questo sistema si f
 onda sulla pressione esercitata dall’alto\, dalla classe dominante\, ver
 so il basso\, gli sfruttati. Tale rapporto genera l’estrazione di plusva
 lore\, che ingrassa i padroni al di sopra delle nostre teste. Il meccanism
 o ha diversi strumenti per evitare di incepparsi ed il fascismo è proprio
  uno di questi. Facciamo alcuni esempi attuali. Soumaila Sako\, bracciante
  in Calabria\, nel giugno 2018 a 29 anni viene ucciso da un colpo di fucil
 e esploso dal suo padrone perché Soumaila organizzava gli altri lavorator
 i contro le condizioni di schiavitù che subivano nei campi: si era iscrit
 to al sindacato e aveva convito altri lavoratori a fare lo stesso. Per que
 sto viene ucciso dal padrone\, per aver alzato la testa. Lascia una figlia
  di un anno. Vittima del fascismo dei padroni. Luana D’Orazio\, nel magg
 io 2021 a 22 anni muore schiacciata dal macchinario davanti al quale lavor
 a in un’azienda tessile di Prato. Il macchinario era stato manomesso per
  accelerare la produzione. Luana lascia una figlia di 5 anni. Anche lei\, 
 vittima di padroni ciechi di fronte al profitto. Fascisti che opprimono pr
 oletari. Queste morti e tutti gli innumerevoli altri omicidi sul lavoro\, 
 sono la diretta conseguenza di una questione materiale e del fascismo che 
 pervade il sistema di produzione. Riaffermare oggi l’antifascismo signif
 ica guardare là dove i padroni ci opprimono. È prendendo coscienza tra g
 li oppressi che ci possiamo organizzare contro il padronato.\nL’Antifasc
 ismo deve quindi essere un riferimento per il movimento dei lavoratori e d
 elle lavoratrici\, deve essere un antidoto contro la borghesia anche e sop
 rattutto quando essa si traveste da progressista\, ma funge da incubatrice
  delle forme più violente di sfruttamento e repressione. È esclusivament
 e tenendo salda in noi questa idea di antifascismo che sarà possibile ved
 ere gli interessi della classe borghese\, mascherati dietro parole come 
 “diritto internazionale” o “pratica democratica”.\n\nInfatti\, la 
 borghesia ha i suoi ben rodati metodi per mantenere i capitali all’inter
 no della propria classe\, riprodursi e limitare il più possibile l’orga
 nizzazione della classe lavoratrice. Questi capitali sono globali\, non co
 noscono frontiere\, e le borghesie di differenti parti del mondo sono lega
 te da rapporti storici che permettono loro di nutrirsi a vicenda\, opprime
 ndo un’unica massa di sfruttati. Matrimoni\, holding\, banche e dirigenz
 e istituzionali che\, mentre sbraitano di proteggerci dall’invasore e te
 ntano di metterci gli uni contro gli altri\, consegnano la classe lavoratr
 ice\, la sua manodopera\, la sua salute\, le sue case e i suoi risparmi a 
 capitali finanziari esteri. La lotta di noi oppressi deve essere in grado 
 di individuare correttamente questo nemico\, in ciascun orizzonte dentro a
 l quale ci muoviamo\, sia esso internazionale o cittadino. E allo stesso m
 odo della controparte\, dobbiamo organizzarci col respiro più ampio possi
 bile. Così come la lotta antifascista è stata capace di organizzarsi in 
 Spagna\, in Russia\, in Jugoslavia\, e ovunque attraverso la militanza int
 ernazionalista che a sua volta riusciva a nutrirsi e nutrire la lotta su o
 gni fronte. Perchè\, nonostante le vittorie o le sconfitte\, quei militan
 ti di ritorno dalle esperienze spagnole o russe e altrove hanno contribuit
 o\, grazie al grande bagaglio accumulato\, a costruire la resistenza nei l
 uoghi dove arrivavano o ritornavano. Come è stato qui da noi nella resist
 enza al nazifascismo. Ed il valore della lotta antifascista in Donbass a p
 artire dal 2015 ha questo significato\, anche se purtroppo si è confronta
 ta con il pedigree piccolo borghese maturato progressivamente nei moviment
 i occidentali dopo il 1989\, ed è quindi passata “sottotono”. Ma la p
 resenza di compagne e compagni da tutto il mondo ha riportato il seme dell
 ’internazionalismo nel cuore dell’Europa\, e ripartire da ciò è fond
 amentale.\nÈ poi dal 7 ottobre\, con l’operazione Diluvio di al-Aqṣā
  che ha visto il fronte della resistenza palestinese unito contro la barba
 rie sionista\, che la lotta palestinese ha mostrato al mondo come attaccar
 e il cuore dell’imperialismo con le unghie e con i denti. Con la stessa 
 dignità dimostrata dal popolo vietnamita quando si liberò dall’invasor
 e yankee. Il sionismo è stato infatti uno strumento delle borghesie europ
 ee per avere la propria base armata nell’Asia Occidentale\, uno stato fa
 ntoccio creato per derubare quelle terre e i popoli che le abitano da semp
 re di tutte le risorse necessarie per i profitti occidentali\, con il sost
 egno di un mondo che sta a guardare in silenzio. Inoltre\, è stato creato
  il più grande laboratorio a cielo aperto in cui sperimentare e testare s
 ul popolo palestinese nuove tecnologie di sorveglianza e rapina\, per poi 
 selezionare e importare quelle “funzionanti”: dai sistemi di controllo
  sociale alle tecnologie mediche\, ai sistemi di estrazione delle risorse 
 dal suolo\, a ogni tipo di armamento e molto altro. Non ci sono leggi\, de
 mocrazie o diritti umani che tengano. Ciò che conta è solo la riproduzio
 ne della ricchezza accumulata sul sangue dei popoli oppressi\, a prescinde
 re da come e dove: nella notte tra il 21 e il 22 aprile 1948\, l’operazi
 one “Bi’ur Hametz”\, ovvero “Pulizia del lievito”\, vide gli abi
 tanti della città di Haifa essere sgomberati dagli inglesi per far posto 
 alle famiglie di coloni del neonato stato\, costituito con il beneplacito 
 dell’ONU. Al pari di ogni altro colonialismo di insediamento europeo nel
  mondo degli scorsi secoli\, e sempre in continuità con la necessità del
 le classi borghesi di esercitare pressione verso il basso.\n\nIn questo st
 ato di cose\, la militanza antifascista deve affilare bene i propri strume
 nti per organizzare la lotta. È fondamentale controllare e inventariare l
 a nostra cassetta degli attrezzi per attaccare questo sistema marcio\, ma 
 solo se metteremo alla prova ciò che abbiamo imparato in anni di lotte\, 
 riusciremo a sviluppare un immaginario rivoluzionario che\, nella material
 ità della classe lavoratrice\, veda un mondo senza sfruttati né sfruttat
 ori. La nostra lotta è l’unica via per abbattere questo mondo di barbar
 ie\, e le fondamenta del nuovo mondo sono già presenti ovunque ci sia res
 istenza e lotta rivoluzionaria. A noi\, e a questo tavolo\, spetta il comp
 ito di mettere alla prova i nostri strumenti guardando alle sfide della co
 ntemporaneità che stiamo attraversando.
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