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Giovani contro la guerra

ASSEMBLEA NAZIONALE 24 e 25 ottobre al CPA Firenze Sud
IN OGNI CASO NESSUN RIMORSO

Sabato 24 ottobre ore 17.30-20.00
Tavolo GIOVANI CONTRO LA GUERRA

Essere “giovani” vuol dire essere considerati nemici da questo sistema. Non è un caso che stampa, governi e opinione pubblica si accaniscano contro “baby gang”, maranza, manifestanti “facinorosi”, ultras; questo accanimento che si esprime anche a livello repressivo di fatto costituendo categorie su cui applicare un diritto del “nemico” con misure ad hoc e pene spropositate. Questo odio per i “giovani” passa anche per l’estrema marginalizzazione a cui siamo soggetti di fatto, alla distruzione di ogni spazio di aggregazione sociale fuori dalle logiche di consumo.
Crediamo che sia così: siamo il peggior nemico di questo sistema. Siamo stati, siamo e saremo la spina nel fianco di questa società borghese che ci vuole stritolare, mandare al macello in guerra, che ci vuole schiavi nel sistema produttivo.
Essere “giovani” vuol dire essere rivoluzionari, guardare ad un futuro ed ad un presente che hanno reso un inferno in terra e tentare di cambiarlo con ogni mezzo necessario.
Per noi è però necessario esplicitare cosa significhi effettivamente l’essere giovani; non è un semplice dato sociologico, rifiutiamo l’idea di una sorta di fase di transizione tra l’essere bambini e l’età adulta intesa in senso utile alla produzione capitalista come il periodo compreso tra la formazione scolastica e l’ingresso nel mondo del lavoro. Essere “giovani” non può essere un semplice dato anagrafico che omologa e definisce una categoria in senso interclassista, al cui interno infatti esistono sia i futuri padroni sia chi è e sarà sfruttato.
È necessario che questa idea di gioventù riassuma in sé un forte connotato di classe che spezzi la logica interclassista di un unico costrutto sociale utile a svuotare ogni tipo di rivendicazione politica, se non peggio, utile a creare una divisione fra giovani “buoni”, figli della borghesia omologati e inseriti nella società capitalista e giovani “cattivi” marginali, ribelli da reprimere, da rendere obbedienti per poi sfruttarli.
In quest’ottica riteniamo necessario approfondire e rivendicare questa separazione in classi rendendola esplicita. Per fare ciò è necessario ritornare ad una lettura della situazione oggettiva di una società divisa in classi, rifiutando e confutando ogni lettura sociale che vada in direzione contraria. Crediamo che fare questo tipo di lavoro ci possa dare gli strumenti per una ricomposizione di classe fra i giovani che possa dare nuova linfa vitale ad un reale movimento antagonista contro questo sistema che va alla guerra.
Una divisione di classe fra i giovani sta già nello stato di cose esistenti: chi sarà classe dirigente e chi forza lavoro e carne da macello per questo sistema è già determinato e si esplicita già nel sistema scolastico.
All’interno del sistema scolastico ed universitario si ha la formazione della forza lavoro qualificata, altamente mobile e disciplinata all’obbedienza; fondamentale alle sempre più mutevoli, in un contesto di capitalismo avanzato, necessità di produzione capitalista, riducendo di fatto i costi di formazione per le aziende e scaricandoli socialmente e sacrificando chiaramente la formazione “disinteressata”, ovvero culturale e critica, non utile al profitto e quindi avversata dal capitale.
In particolare, nelle scuole superiori, vediamo come la netta differenza tra studenti di istituti tecnici e professionali, futuri sfruttati, e quelli dei licei, futuri padroni, emerga soprattutto nella distribuzione delle ore PCTO (ex alternanza scuola-lavoro). Mentre un liceale farà progetti formativi o semplicemente inutili, lo studente di un tecnico sarà impiegato in aziende e fabbriche come forza lavoro gratuita, a servizio del profitto del proprietario in questione. Dunque gli interessi borghesi si impongono a partire dall’istruzione, abituando fin da subito i giovani alla divisione del lavoro e a non avere altra scelta se non seguire le logiche del sistema.
Questo avviene in una società a capitalismo avanzato dove il lavoro come tecnico o impiegato nel terziario assumono gli aspetti alienanti del lavoro operaio; è da osservare contestualmente a questo fenomeno una costante proletarizzazione dei ceti tecnici e impiegatizi.
Crediamo inoltre sia necessaria un’analisi tramite la lente del marxismo delle condizioni materiali dei giovani: precarietà e lavoro nero sono la norma, oltre all’aumento spropositato del costo della vita, impossibilità nel trovare soluzioni abitative e l’alienazione da ogni aspetto della vita sono tutti indicatori di una condizione di classe comune.
Un ulteriore punto che crediamo di dover approfondire collettivamente è il rapporto stretto che corre fra militarizzazione della società occidentale e condizione giovanile. Arruolamento e presenza militare nelle scuole oggi devono essere all’ordine del giorno in ogni scuola e università, perché le giovani generazioni devono abituarsi alla “normalità” della guerra se di qui a poco la prospettiva è quella della riattivazione della leva militare, che ci richiamerà a servire gli interessi di questo sistema e di sacrificarci per una “patria” che ci considera solo in ottica produttivista e che perciò non difenderemo mai.
Come ultimo spunto di riflessione che ci piacerebbe approfondire è il tema della violenza e della rabbia nei giovani proletari: è infatti necessario capire come incanalare una rabbia, sebbene legittima, individuale e indiscriminata verso una ribellione collettiva di classe contro questo sistema. la violenza dei giovani è immediatamente politica, mette in discussione i rapporti di potere ed esprime il rifiuto di questo sistema.

Per ricapitolare ciò che riteniamo necessario dibattere collettivamente a questo tavolo è:
● Giovani come nemici del sistema
● Condizione di giovani all’interno della classe sociale di appartenenza e condizioni materiali dei giovani
● Lettura di classe della condizione giovanile come strumento di ricomposizione di classe
● Funzione della scuola/università inserita nel contesto di produzione capitalista
●Ruolo dei giovani nel contesto di crisi capitalista e fase di guerra
● Violenza giovanile