ASSEMBLEA NAZIONALE 24 e 25 ottobre al CPA Firenze Sud
IN OGNI CASO NESSUN RIMORSO
Sabato 24 ottobre ore 17.30-20.00
Tavolo REPRESSIONE: MAPPARE LA REPRESSIONE E ORGANIZZARE LA SOLIDARIETÀ
Lo Stato di polizia avanza di pari passo allo Stato di guerra. Il contesto che si sta determinando sul fronte internazionale determina la ridefinizione degli apparati repressivi per la gestione delle contraddizioni sociali.
Quando una società intera deve essere portata alla guerra, la crisi strutturale produce un impoverimento generalizzato delle classi subalterne e un peggioramento delle condizioni di vita, l’aumento dei livelli repressivi e il restringimento dell’agibilità politica diventano fattori determinanti.
Lo Stato deve pacificare il fronte interno per prevenire l’insorgere di ogni conflitto e per meglio condurre la guerra sul fronte esterno.
Questo avviene attraverso la creazione di nemici fittizi a cui attribuire la responsabilità delle tensioni sociali, attraverso la criminalizzazione di interi settori sociali, la logica emergenziale, attraverso la cooptazione basato sulla logica del “premio-punizione”.
In questo modo si insinua il presupposto per legittimare nuove leggi “per la sicurezza” attraverso cui stabilizzare e rafforzare il livello che si è dato nel senso comune grazie alla propaganda.
Non a caso abbiamo visto il proliferare di Decreti Sicurezza: aumento delle pene, nuovi reati, azioni preventive sempre più pervasive di indagine, fermi e controlli, sgomberi, sanzioni amministrative, limitazione degli scioperi e dell’agibilità sindacale.
Ogni volta siamo stati costretti a leggere, studiare, valutare e restituire analisi sugli aggiornamenti apportati al codice penale e a quello di procedura penale: è un lavoro fondamentale perché la consapevolezza su questo piano ci preserva dalle forzature che ogni volta le forze di polizia tentano attraverso la pressione psicologica di un fermo, di una perquisizione, di una notifica o di una convocazione. Questo vuol dire misurarsi con le condizioni oggettive che ci vengono poste davanti.
Allo stesso tempo però non possiamo sottovalutare lo stato delle condizioni soggettive: organizzare la solidarietà.
Abbiamo l’impressione, perché noi per primi viviamo questo senso disorientamento, che non vi sia la consapevolezza della dimensione del fenomeno repressivo in Italia.
In questo modo la solidarietà risulta essere elemento di contingenza, troppo spesso demandato alla realtà di apparenza di chi viene colpito, che troppo spesso scivoli dalla lotta politica al mero sostegno legale e economico di chi è messo sotto inchiesta, va a processo o viene condannato.
Pensiamo siano necessario un salto di qualità da questo punto: senza di esso risulta impossibile essere riferimento rispetto alla lotta contro tutto il sistema carcerario, dal 41 bis fino alle sezioni dei cosiddetti “comuni”, e verso tutto lo spaccato giovanile che, pur non essendo nel circuito militante, subisce continue vessazioni e abusi in divisa, dalle curve alle strade dei quartieri popolari.
A partire da questo ragionamento, sabato 24 ottobre 2026 alle ore 17.30 al CPA Firenze Sud, affronteremo il dibattito nel tavolo “Repressione: mappare la repressione e organizzare la solidarietà”, che verrà gestito dalla Rete Liberi/e di Lottare.
Andremo a presentare un sito che pensiamo possa essere utile proprio in questa direzione: non è una soluzione ma uno strumento di condivisione e pubblicazione di notizie, segnalazioni e iniziative a cui dobbiamo abbinare la volontà politica di organizzare la solidarietà come forma di resistenza allo Stato di polizia e di guerra che ci viene scaricato addosso.

